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13 Luglio
2011
Il battesimo cristiano: non solo
un atto simbolico
Questo breve studio biblico non è una trattazione sistematica dell’insegnamento sul battesimo
cristiano, ma è un’esortazione indirizzata, in particolare, a tutti quei
credenti che pur dichiarando la loro fede in Gesù Cristo non hanno ancora
deciso di battezzarsi secondo il Suo comandamento.
Molti credenti che
provengono dall’ambiente religioso cattolico e si avvicinano alla fede in
Gesù Cristo hanno difficoltà a liberarsi da legami dovuti a tutte quelle
tradizioni che non hanno nessuna base scritturale. Fra queste vi è
sicuramente quella che riguarda il battesimo ricevuto da neonati e che di
conseguenza fa pensare che non sia urgente ribattezzarsi da adulti per essere
veri discepoli cristiani e per essere salvati. Si confida nel fatto che da
piccoli si è ricevuto già un battesimo, ma non si verifica se la Parola di
Dio attribuisce un qualche valore a questa pratica tradizionale o
addirittura se si oppone categoricamente.
Riguardo al battesimo
cristiano la Parola di Dio indica chiaramente la forma ed i tempi in cui va
fatto. Ne descrive l’importanza e ne indica i limiti. Comunque è molto
chiara nel presentare il soggetto.
In poche pagine vedremo
qualche aspetto fondamentale di questo atto, che “adempie ogni giustizia”,
come disse il Signore (Matteo 3:15) e segna l’ingresso nella chiesa di
Cristo, attraverso lo studio di qualche passo biblico fondamentale.
La domanda particolare a
cui vorrei provare a rispondere è questa: il battesimo cristiano per immersione
in acqua (impartito agli adulti) è soltanto un atto simbolico, come credono
alcuni, e come tale può essere evitato o rimandato all’infinito, tanto si è
salvati lo stesso?
Dico subito un no. Il
Battesimo in acqua non è un atto simbolico ma è anche un fatto spirituale.
Esso serve ad adempiere, cioè a completare il processo della salvezza
offerta per grazia da Gesù Cristo e accettata per fede dal credente.
Se così
non fosse, che senso avrebbe il comando del Signore nei vangeli?
In Matteo 28:19 Egli si
sarebbe limitato a dire: “Andate dunque e fate discepoli insegnando...”
mentre egli dice: “ andate e fate miei discepoli battezzando...
e insegnando”; ed in Marco 16:16 non avrebbe precisato: “Chi
avrà creduto e sarà stato (nota il verbo al passato e non al
futuro) battezzato, sarà salvato”.
In pratica, se una persona
dice di aver creduto nel Signore Gesù Cristo per il perdono dei peccati, ma
poi rifiuta il battesimo in acqua adducendo varie scuse (pur potendolo fare
ed avendo un servo di Cristo disposto a ministrarglielo), tale persona non è
ancora salvata. Il suo rifiuto dimostra che non ripone sufficiente fiducia
in Gesù Cristo. Forse lo sta riconoscendo piano piano come Salvatore, ma
ancora è lontana da accettarlo come Signore e padrone assoluto della propria
vita. Per dare un’ illustrazione di cosa significa il battesimo possiamo
pensare al concepimento di un bambino: esiste già nel grembo materno fin dal
momento del concepimento ma finché non viene alla luce c’è sempre il rischio
di un aborto. Così è della fede per la salvezza: esiste già nel cuore di chi
ha già creduto in Gesù ma se non si concretizza nella testimonianza del
battesimo c’è sempre il rischio di non maturare il “frutto”, cioè la
salvezza del’anima.
Il battesimo,
simbolicamente, è una chiamata a morire con Gesù in una morte simile alla
sua (Romani 6:3,4) in vista di un reale cambiamento di vita e di una
rinunzia a se stessi tale da preparare persino al martirio reale, se questo
dovesse essere necessario per difendere la propria fede e non rinnegare Gesù
Cristo. Ora, difficilmente un cristiano sarà disposto ad un eventuale
martirio reale se non è pronto ad accettare una semplice persecuzione o un
semplice disagio pur di ubbidite al comandamento del Salvatore e
battezzarsi.
Ma è bene capire meglio
attraverso lo studio della Parola di Dio perchè la risposta è così
categorica, anche per precisare eccezioni e limiti di questo insegnamento.
Torniamo alla
dichiarazione iniziale: “il battesimo non è soltanto un atto simbolico”.
Il primo indizio che non lo sia lo troviamo nella rivelazione di Gesù Cristo
a Nicodemo (Giovanni 3:5) dove Gesù dichiara che “bisogna nascere
d’acqua e di Spirito per entrare nel regno di Dio”.
Ora, è vero che abbiamo
insegnato che l’acqua rappresenta, in figura, il “lavaggio” che la Parola di
Dio compie nel cuore di chi la riceve con fede, ma altresì non possiamo
dimenticare che le dichiarazioni della Parola scritta non possono essere
private arbitrariamente del loro significato letterale. Quindi quest’acqua
di cui parla Gesù a Nicodemo deve essere anche un’acqua reale, così come lo
Spirito di cui parla Gesù è lo Spirito Santo, reale e non simbolico,
altrimenti anche lo “spirito” potrebbe essere un riferimento allegorico, ma
così non è. Quindi quest’acqua è acqua come lo spirito è Spirito, e fa
riferimento al battesimo cristiano, nel quale evidentemente si compiono
alcuni fatti importanti per la salvezza del credente.
Vorrei confermare queste
dichiarazioni rileggendo la chiusa del vangelo di Marco:
“E disse loro: "Andate per tutto il
mondo, predicate il vangelo a ogni creatura. Chi avrà creduto e sarà
stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato.”
(Marco 16:15,16)
Qui in pratica il Signore sta insegnando che la fede nella Sua opera (venuta
in carne sulla terra, morte e resurrezione) deve essere seguita dal
battesimo affinché si compia la salvezza, benché la sola acqua non sia
capace ovviamente di salvare.
Certamente è buono precisare ancora che il battesimo senza la fede non
salva e che la condanna si compie per non aver creduto. Ma la salvezza si compie
anche per essere stati battezzati. Dico "anche" perché esistono delle
eccezioni, come il ladrone sulla croce esentato dal ricevere il battesimo
perché si trovava in punto di morte; ma se un credente in buona salute che
sta rifiutando volontariamente il battesimo dovesse morire all’improvviso
prima di decidersi, pur avendo avuto il tempo e l’opportunità di accettare
il battesimo, si rende sicuramente colpevole di condanna. Nel suo caso la
fede del suo cuore non ha mai avuto un seguito nella “confessione della sua
bocca” (fra poco vedremo cosa significa quest’ultima affermazione). Ciò
diventa la prova lampante che in realtà non aveva davvero creduto in Gesù
con tutto il suo cuore, perché la bocca parla della “pienezza” (o
abbondanza) del cuore.
Il battesimo in acqua quindi, con il duplice valore di:
1)
confessione di fede, per attestare il perdono dei peccati ricevuto (leggi
ora Atti 2:38; 22:16),
2)
patto solenne, o “dichiarazione pubblica di impegno e richiesta di buona
coscienza verso Dio” (I Pietro 3:21),
è la dimostrazione pratica di Romani 10: 9,10, dove sta scritto:
“ perché, se con la bocca avrai confessato Gesú come Signore e avrai creduto
con il cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato; infatti con
il cuore si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa confessione
per essere salvati.”
Anche in questa scrittura, come in Marco 16:15, vediamo che la salvezza si
svolge in due tempi e due atti successivi, il primo dei quali è reale,
spirituale e nascosto (la fede nel cuore), il secondo è pratico e palese
perché acquista il valore unico e insostituibile della confessione delle
labbra.
E’ principalmente nel battesimo che la testimonianza nascosta, valida anche
per chi non è bravo a parlare o a raccontare l’esperienza personale, diventa
esplicita, e quindi valida per la salvezza. E’ nel battesimo in acqua che la
confessione e la testimonianza personale concorrono alla salvezza. E’
mediante il battesimo che il peccatore si riconosce pubblicamente tale, pur
confessando la sua piena fiducia nell’opera di Gesù Cristo risorto dai
morti. In pratica chi si battezza è come se dicesse:
“Ho creduto di essere un peccatore perduto, ho creduto che Gesù è morto
per caricarsi dei miei peccati, ho creduto che è risuscitato per la mia
giustificazione e per il mio perdono. Mi faccio battezzare nel nome del
Padre, del figlio e dello Spirito Santo, secondo il comandamento di Gesù
Cristo, quindi sono salvato ed il mio nome è scritto nel libro della Vita!”
Sono questi i sentimenti che il battesimo rende espliciti, anche se non
vengono verbalizzati con questa esatte parole. E questi sentimenti sono, in
qualche modo, la nostra firma di assenso al patto di salvezza fra noi e Gesù
Cristo.
Sì, il battesimo è anche un patto solenne fra noi e Dio. Egli firma
il patto con il prezioso sangue di Gesù, noi con un semplice ma convinto
“si”! Sì alla sua morte, sì alla sua resurrezione, sì al suo perdono, sì
alla sua salvezza! Sì alla fedeltà ed al servizio per il Signore per il
resto della nostra vita.
E’ importante sottolineare che i due atti successivi all’ascolto del
messaggio dell’evangelo, cioè il credere ed il confessare, non
sono separabili senza che il compimento che determinano (la salvezza) ne
sia ostacolato o addirittura impedito.
Altri passi ancora
confermano chiaramente queste considerazioni.
Per esempio, quando l’apostolo Pietro dice: ( I Pietro 3:21)
“ … al tempo di Noè mentre si preparava l’arca, nella quale poche anime,
cioè otto, furono salvate attraverso l’acqua. Quest'acqua era figura del
battesimo (che non è eliminazione di sporcizia dal corpo, ma l'impegno di
una buona coscienza verso Dio. Esso ora salva anche voi,
mediante la risurrezione di Gesù Cristo..”, egli di fatto sta rivelando
che, in qualche misura, il battesimo (e l’impegno che ne deriva) salva anche
noi, anche se non in senso assoluto, dato che è la fede nella morte e
nella risurrezione di Cristo il vero, unico e sufficiente mezzo, attraverso
il quale, credendo, per grazia possiamo ricevere il perdono dei peccati e la
salvezza, ma nel senso che compie in noi quello che la fede nel
messaggio della resurrezione ha cominciato. ( Leggi anche Efesini 2:8,9 dove
è spiegata che la salvezza è per grazia e non in virtù di opere)
Attraverso il valore sostanziale e non soltanto simbolico che il battesimo
assume come atto pubblico di confessione, unico e non sostituibile da altri
tipi di testimonianza ai fini della salvezza, noi quindi riceviamo il
compimento della salvezza offerta come dono da Dio attraverso Gesù
Cristo, il quale “è stato dato a causa delle nostre offese ed è stato
risuscitato per la nostra giustificazione.”
(Romani 4: 25)
in questo senso può essere letta anche l’urgenza che avevano i primi
apostoli nel battezzare immediatamente - il giorno stesso o addirittura la
notte stessa - quelli che accettavano il messaggio della salvezza di
Cristo. Non è in un episodio sporadico del Nuovo Testamento che si illustra
il battesimo immediato ed urgente nelle comunità dei primi cristiani, ma
anzi in quasi tutti i casi menzionati dal libro degli atti si conferma la
prassi:
·
i credenti a pentecoste ( Atti 2:41),
·
il ministro Etiope ( Atti 8:38),
·
Saulo di Tarso (Atti 9:18; 22.16),
·
Cornelio ed i suoi ( Atti 10:48),
·
Lidia di Tiatiri (Atti 16:15),
·
il carceriere di Filippi e la sua casa (Atti 16:33)
sono tutti esempi di credenti che vengono battezzati senza indugio e con il
senso della profonda importanza spirituale del battesimo immediato. A
Corinto, molti “udendo, credendo, venivano battezzati” (Atti 18:8),
ad indicare il completo processo della salvezza svolto nelle tre fasi
successive dell’udire, del credere che viene dall’udire e
dell’agire che segue la fede.
Anche se un pastore è libero di rifiutare o rimandare la richiesta di
battesimo fatta da credenti evidentemente privi dei più elementari requisiti
morali e spirituali, è dovere dei ministri di Cristo impartire il battesimo
a chiunque lo chiede con fede (vedi in particolare l’episodio di Atti 8:38)
poichè vi è più responsabilità nel rifiutare un battesimo che
nell’impartirlo prematuramente.
Alla luce
dell’insegnamento del nuovo Testamento, si può affermare quindi che finché
non si richieda e si riceva volontariamente il battesimo (salvo cause
di forza maggiore, come per esempio nel caso del già citato ladrone
moribondo pentito alla croce ed altri pochi simili) possiamo affermare
che la salvezza e l’ingresso nel regno di Dio non si sono ancora compiuti
nel cuore del credente.
Come, per fare un esempio,
un biglietto di ingresso potrebbe essere staccato dal blocco del bigliettaio
ma restare nelle sue mani perchè non può essere ancora consegnato al
richiedente per qualche motivo, così l’ingresso nel regno di Dio, finché non
ci si battezza, resta un atto in sospeso.
Molti si fermano a volte
per lungo tempo in questa condizione: dicono di aver creduto in Gesù Cristo
ma non si vogliono battezzare. Perché?
Forse non afferrano il
biglietto perché pensano di doverlo pagare?
Non credono ancora che
Gesù ha pagato per loro?
Sono salvati lo stesso,
mentre stanno indecisi sulla porta d’ingresso del cielo?
La Bibbia dice di no. Gesù
dice di no.
Romani 6: 3,4, già citato, può concludere efficacemente questa riflessione
per ricordarci l’immenso valore del battesimo in acqua:
“O ignorate forse che tutti noi, che siamo stati battezzati in Cristo Gesú,
siamo stati battezzati nella sua morte?
Siamo dunque stati sepolti con lui mediante il battesimo nella sua morte,
affinché, come Cristo è stato risuscitato dai morti mediante la gloria del
Padre, cosí anche noi camminassimo in novità di vita.
Perché se siamo stati totalmente uniti a lui in una morte simile alla sua,
lo saremo anche in una risurrezione simile alla sua.”
Chiaramente il battesimo in acqua, per essere valido, deve essere impartito
agli adulti secondo le direttive bibliche evangeliche (Matteo 28:19 ed altri
passi già citati) e non secondo le tradizioni umane o le filosofie delle
varie religioni. Il battesimo cattolico somministrato ai neonati, a cui ho
già accennato, è perfettamente inutile dal punto di vista della salvezza
eterna o del perdono dei peccati perché, come abbiamo letto, per battezzarsi
è richiesta una buona e consapevole coscienza di quello che si sta facendo,
cosa che un piccolo bambino non può avere. Se abbiamo ricevuto un battesimo
non biblico, da piccoli o da grandi, dobbiamo riceverne un altro, così come
accadde, per fare un esempio ai credenti di Efeso, i quali furono
ribattezzati nel nome del Signore Gesù ( Atti 19: 1-7).
Concludiamo con le parole dell’apostolo Paolo:
“ Ed Anania... mi disse: E ora, perchè indugi? Alzati, sii battezzato e
lavato dei tuoi peccati, invocando il Suo nome ”.
(cfr. Atti 22:12-16)
Dio ti benedica mentre ti alzi per ricevere il tuo battesimo!
(M.I.) |