La nostra missione: DIFFONDERE LA CULTURA DELLA VITA E DELLA PACE.

Diffondere è meglio che difendere!
Molti movimenti di pensiero o gruppi di attivisti oggi si propongono come difensori dei valori, della pace, difensori della giustizia e della vita…salvo poi usare armi aggressive per raggiungere il proprio “santo” obiettivo, allo scopo di eliminare il nemico, ideologicamente o addirittura fisicamente, quando lo scontro si inasprisce.

Noi cristiani, seguaci e discepoli di Cristo, ci dovremmo proporre alla società non come DIFENSORI, ma come come DIFFUSORI della cultura della vita, dei valori morali, della famiglia. Dovremmo essere esempi viventi di ciò che preconizziamo con fede, certi di vedere il cambiamento

sperato.

Siamo convinti che il “difendere” presuppone in ogni caso un assetto di guerra, un’ andare contro qualcuno o qualcosa. Il “diffondere” invece, richiede l’essere portatori sani di vita e di valori.
Diffondere vita dunque, con le parole, con i gesti, con le scelte; per abbracciare una visione attiva dell’impegno sociale, per spargere intorno a noi una fragranza d’amore e di pace, certi che questo provocherà e spingera’ all’emulazione, garantendo infine un risultato migliore di quello che si potrebbe ottenere macchiandosi le mani o la bocca di sangue.

Il difendere infatti non può prescindere mai dall’andare in giro armati, fosse solo di parole aggressive e guerrafondaie.
Il diffondere richiede certamente uno sforzo maggiore, chiede e pretende il saper essere seme da spargere, acqua che disseta, balsamo che lenisce, come esempio del valore predicato. E questo disarma spiritualmente il nemico, mentre gli offriamo tunica e mantello.

È vero che tale attitudine, insegnata da Gesù, significa un morire a se stessi, e in qualche caso un martirio, ma è l’unica via davvero pulita, per non macchiare le proprie coscienze.

“Se il granello di frumento caduto in terra non muore, non può portare molto frutto”, disse il divino Maestro.

Come cristiani autentici, persone che privilegiano dunque la cultura del diffondere, rifuggiamo ogni forma di violenza, convinti che per somigliare a Cristo bisogna essere positivi e propositivi. Il meglio che possiamo fare è dunque nella scelta di schierarci con coraggio a favore della verità, piuttosto che contro la menzogna.
Noi ci ispiriamo a tutti quegli uomini, fari dell’umanità, che hanno fatto della non -violenza la propria bandiera, senza per questo rinunciare a manifestare le proprie scelte e a indicare un modello di vita frutto delle proprie profonde convinzioni, alle quali non avrebbero rinunciato mai, finanche a costo di morire, ma senza uccidere. Senza versare una sola goccia di sangue, se non il proprio.

La battaglia dei veri cristiani, il mondo lo sappia, non è dunque contro carne e sangue, ma, per dirla chiaramente con le parole di S.Paolo, “contro le forze spirituali della malvagità che sono nei luoghi celesti”.
Il male esiste e noi ci crediamo perché lo vediamo sotto i nostri occhi. Ma
“Vinci il male con il bene” è il motto eterno di Cristo al quale noi ci uniformiamo.

Marco Ielo